• Wandering Retail

Il futuro del retail? è Glocal

Il modello cash and carry sarà il primo a subire la crisi di mercato (basta dare un’occhiata alla chiusura di 7 punti vendita di uno dei colossi della vendita veloce), questo è ormai chiaro e lo sosteniamo da un po’.

Ma se il modello si rimette necessariamente in discussione, il mercato no.

Allora verso cosa si dirigerà il nostro cliente? Cambieranno le sue abitudini d’acquisto?

Rispetto a questo possiamo dire che cambierà il dove, non il come.

Lo SMART SHOPPING continuerà ad essere un’abitudine importante per molti.

Ovvero un modello che esiste ormai da più di un ventennio che ci ha permesso un mix and match tra prodotti di più alta gamma da associare e personalizzare con prodotti di gamma più bassa, quelli legati ad un flusso momentaneo delle mode, da portare una stagione e di cui liberarsi senza rimpianti dopo, pronti a fare spazio al nuovo. Il famoso capriccio.

Il modello vincente potrà essere quindi quello dei nostri negozianti, ovvero di quelli che hanno proposto sempre delle linee più a basso costo, meno conosciute e con un’identità propria, tutto rigorosamente made in Italy. Potrà esserlo e lo sarà soprattutto se si esploderà un'altra enorme opportunità (sono mesi che si parla ovunque del concetto di crisi: dal greco κρίσις s. f. gr. CRISI), ovvero: separare,separarsi, ma anche ricominciare: un nuovo inizio. L’opportunità dunque, ma forse è arrivato anche il momento di profilare questa opportunità. Non di evocarla soltanto. Le parole non fanno fatti, i fatti danno identità alle parole. E ad un mercato, in questo caso.

Parole che abbiano dunque delle linee meno fluide, che non siano solo cariche di pensieri e riflessioni, ma che si affaccino a una definizione concreta.

Il nostro suggerimento è di guardare lontano, recuperare il modello del global a cui forse paesi come l’Italia e la Francia non erano assolutamente pronti, perché diciamocelo, sono due realtà la cui forza è sempre stata il savoir faire, e perdere questa identità li ha rimpiccioliti e in qualche modo sfiniti, e trasformarlo.

Global VS Glocal. Qui la parola chiave. Come? Attraverso una serie di azioni indispensabili: prodotto made in italy, ricerca, garanzia dell’identità d’origine, comunicazione, assistenza.

Cosa serve? Nulla di più di quelli che sono gli assi portenti della vendita, quindi. E uno sguardo che si apre a diversi confini, condividendo un savoir faire, valorizzandolo senza più svenderlo o ignorarlo.

I giganti del lusso stanno già guardando in questa direzione (per chi non l’avesse letto consigliamo l’articolo di #Elle su #D&G), è ora arrivato anche del pret à porter.

Internet e la comunicazione social sono mezzi di facile accesso a tutti ormai, ora bisogna solo cambiarne la direzione di marcia. Raccontare la propria di storia attraverso il proprio di prodotto,

renderlo accessibile a tutti con un clic che non denaturi, ma che dia una possibilità diversa.

Un nuovo modello di business con un prodotto che racconti una tradizione: #Global, l'#Italia che ritorna.



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