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L'Arte del Visual Merchandising nei Museum Stores

Aggiornato il: 8 giu 2020

Quante volte dopo aver visto una bella #mostra avete sentito il bisogno di prolungare l' #esperienza e per questo siete entrati nello #shop del #museo? Credo spesso. C'è come un urgenza di prolungare il momento e di portare con noi un #souvenir dell' esperienza fatta, proprio come facciamo al ritorno da un bel #viaggio.


E quante volte siete usciti altrettanto rapidamente dal #negozio perché, invece di rispondere alle vostre attese, ci è mancato poco che rovinasse la bella sensazione che portavate con voi? Spesso, immagino. Spesso le boutiques dei musei son tenute male, non c'è un vero e proprio #servizio #clienti dedicato (ahimé!) e alcuna #strategia #espositiva ( eppure non è così difficile, anzi, di facile intuizione: bisogna sempre prevedere #focus sugli oggetti, libri, carte postali, quaderni etc dedicati alla mostra in questione) e della #sensibilità #estetica (oltre che #commerciale) nell' allestimento stesso. Gli articoli sono spesso "appoggiati" senza cognizione di causa su tavole o ripiani, quasi dimenticati in quello che dovrebbe essere lo #spazio a loro dedicato. E' il grande paradosso.


I musei danno un grandissimo valore all'allestimento delle opere d'arte, ci sono delle #équipes di professionisti che studiano il percorso, la luce e i testi che devono accompagnare il #visitatore. Niente è casuale, tutto è studiato con la più grande attenzione. E qui il grande errore: spesso si tende a dimenticare che l'esperienza deve continuare anche all'uscita dello spazio consacrato alla mostra stessa, e curare i piccoli #dettagli che accompagnano questa esperienza, come gli shop.


Eppure ci sono dei professionisti di quest' arte sottile che è il #visual #merchandising, specializzati nell'allestimento dell'oggetto duro e dello spazio del negozio stesso, e che quando queste figure sono chiamate per curare l' esposizione degli shop #museum, lo vediamo subito - o meglio, non lo vediamo proprio, perchè la nostra esperienza sta continuando come qualcosa di assolutamente naturale, ed è qui la grande differenza.

Avete mai avuto l'occasione di visitare la boutique del #Pompidou a #Parigi?




Questo shop ha il merito di diventare il prolungamento del museo stesso, creando al suo interno un'atmosfera onirica e dando un valore aggiunto ai pezzi design che vi troviamo (bisogna ammetterlo, si ha quasi l'impressione di comprare un' opera d'arte).





E quella del Museo d'#Orsay? Lo spazio è stato totalmente rivisitato e studiato dall'architetto e design Nicolas Adam.

Il valore aggiunto portato dal visual merchandising e dalla sua sottile (e #strategica - parliamo sempre di una forma di #commercio) arte nell'esposizione è innegabile, e il Centre Pompidou ne diviene un esempio importante. Non solo lui, fortunatamente, ma c'è ancora molto lavoro da fare in questo campo qui.


A voi le vostre considerazioni!




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