• Wandering Retail

Le false riaperture

I vari commerci hanno riaperto ormai da due settimane: ognuno ha cercato di prepararsi al meglio, cercando d'interpretare quelle che sono le disposizioni.

Ma bisogna essere franchi, e dirci che alla fine non ci hanno domandato niente d'imprevedibile o di trascendentale; nulla che richieda dei grandi investimenti, solo quello di seguire le procedure di sicurezza con cui ormai ci confrontiamo da quasi tre mesi, e che abbiamo visto ben espresse nei vari supermercati e alimentari durante il #lockdown.

Eppure non poche attività, una volta alzata la saracinesca, sono state costrette a riabbassarla velocemente.

Cos'è successo?

Piccoli dettagli non considerati: il #cliente lasciato libero di muoversi nel negozio o nel ristorante senza #mascherina, il metro di distanza non rispettato, troppa gente nello stesso momento, nessuna precauzione in cassa.

Effettivamente sono solo piccole #regole, ma assolutamente importanti in questo momento e che non sono state rispettate, nonostante, diciamolo, non fossero difficili da seguire.

Chi ha pagato il prezzo più alto (e in questo caso non è solo una metafora, ci sono state molte multe e chiusure conseguenti), sono stati i #ristoranti e i #bar. Ahi! I #negozi hanno più o meno trovato le condizioni per adattarsi, anche se c'è chi troppo facilmente ha negato la possibilità di prova (opinabile? opinabile!), come H&M, ma era prevedibile che la bassa gamma tendesse a semplificare il flusso visto che lavorano sui grandi volumi.

Una scelta che ha sacrificato una bella opportunità, quella di riportare una parte della clientela che negli ultimi tempi si era convertita all' e-commerce in negozio (perché diciamocelo, se non vivo l'esperienza d'acquisto, la relazione umana e il famoso spaesamento di cui parliamo da molto, cosa cambia dalla vendita on-line?), ma fortunatamente non tutte le realtà hanno optato per questa soluzione, trasformando dunque un momento d'empasse in una opportunità. Ma ancor di più i ristoranti e i caffè questa opzione non possono certo permettersela (a meno che non facciano take-away); la conditio sine qua non per loro è più che per ogni altro rassicurare e creare un ambiente piacevole per il cliente.

Io vado al ristorante non solo per mangiare (alla fine dei conti posso tranquillamente farlo a casa mia come negli ultimi mesi), ma soprattutto per trascorrere un momento conviviale e nella più totale rilassatezza. Per questa ragione è assolutamente importante che sia rassicurata sulla sicurezza dello spazio e quindi che possa trovare le condizioni per vivere un momento di spensieratezza. Cos'è mancato allora? L'#organizzazione e la #preparazione. Prendere qualche giorno per formare la propria équipe con l'aiuto di esperti nel settore, quindi prepararli bene su quelle che sono le nuove regole d'#accoglienza e condividerle anche con i nostri clienti, sarebbe stata la soluzione vincente.

Ma non tutti ci hanno pensato. Ma come sappiamo, siamo qui soprattutto per #condividere i buoni esempi, e quindi oggi ci piacerebbe raccontarvi di quello che hanno fatto da #Angelina in via del #Porto #Fluviale a #Roma.

Ci siamo ritrovate lì per un aperitivo veloce, il servizio era fatto rigorosamente all'esterno (un vero peccato perché, per chi non conosce Angelina, è un caffè ristorante di pura ispirazione francese, pieno di piante e con un design molto ricercato. Sembra di entrare in un vero #bistrot parigino!); ma queste sono le regole e come dicevamo bisogna rispettarle.

Il personale, a parte la mascherina, non aveva cambiato la sua attitudine naturale e cordiale, pur nel rispetto del protocollo. Ma il momento che ha generato una naturalissima interazione è stato determinato dalla mia curiosità e sorpresa davanti al #menu.



Ci hanno messo sul tavolo una specie di bigliettino da visita con il #QRcode da scannerizzare. Tutto qui. Di una sorprendente semplicità. Tutto ciò per rispettare quella che è la regola di un menu usa e getta, visto che non si possono più utilizzare quelli classici. Il vantaggio di questa scelta è che dopo possiamo metterlo nel portafogli, riutilizzarlo le prossime volte, condividerlo con gli amici e sui social. Questo permette di evitare uno spreco di carta, di garantire un servizio personalizzato e attento e di farsi allo stesso tempo della pubblicità. E per i clienti meno tecnologici? Nessuna paura, hanno pensato comunque a preparare un'alternativa con menu usa e getta, per i più tradizionalisti. Geniale? Preferirei dire "riflettuta". Angelina ha aperto più tardi rispetto agli altri, ma ha preso così il tempo di prepararsi e preparare il suo personale a ad interagire al meglio con le nuove procedure senza sacrificare l'esperienza clienti che tanto li contraddistingue. Una settimana persa? No, al contrario! Più che guadagnata! La #formazione non può essere considerata un' opzione, ma una importante #abitudine da cui ripartire sempre.



Angelina, via del Porto Fluviale. Roma

152 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti